Cari amici,
L' UE stanotte è riuscita a partorire un piano di emergenza senza precedenti, e così è riuscita a domare per un po' la bestia che domina i mercati.
Pertanto oggi le borse festaggiano incrementi di valore che ingrassano le tasche degli speculatori, e mietono vittime tra il cosiddetto "parco buoi", ossia tra tutti quelli che giocano a fare i trader con pochi soldi e tanto spirito di avventura.
Cosa abbiamo da dire noi, comuni mortali, che andiamo a lavorare tutti giorni cercando di guadagnarci il pane, di fronte a questi terremoti che ci fanno prostrare tutti i giorni sull' altare degli onnipotenti mercati finanziari?
Purtroppo noi abbiamo ben poco potere da mettere in gioco, perchè i nostri pensieri sono occupati da come fare a guadagnare abbastanza per vivere.
Vediamo i mercati che girano come ottovolanti distruggendo milioni di euro, per poi ricrearli il giorno dopo, il tutto argutamente commentato da agenzie di ratig che tifano come le squadre di calcio per questo o per quel sistema economico.
Oggi ci siamo salvati perchè l Unione Europea si è unita nel momento dell' emergenza, e ha tirato fuori dal cappello una manovra da ben 750 miliardi di Euro.
Ma la situazione, nel suo complesso, è sempre più precaria, perchè gli stati sovrani, nel loro complesso, sono indebitati verso il sistema bancario in modo insostenibile, ed inoltre perchè il prezzo del petrolio è sempre più tendenzialmente in rialzo.
La nostra economia poggia su tre piloni che sono tutti e tre in crisi irreversibile:
Il mercato immobiliare (case sempre più vuote a prezzi sempre più instabili e tendenzialmente in calo), il mercato del petrolio (greggio sempre più scarso, a prezzi sempre più alti, trovato in luoghi di approvvigionamento sempre più pericolosi e precari), e il mercato dell' auto (troppe auto, eccessivo inquinamento, benzina sempre più cara).
Infine è necessario rilevare che in Italia il lavoro sta diventando sempre più precario e mal retribuito, e ciò, tendenzialmente, crea un calo della domanda interna, che è il valore più desiderabile di ogni paese sovrano.
Tutti questi problemi si possono affrontare e risolvere soltanto se i paesi sovrani riusciranno a riprendersi il potere di dare valore ai bisogni dei residenti.
Fino a che i governanti saranno costretti a prostrarsi e impegnare le risorse dei cittadini tutte le volte che i mercati finanziari creano guai (come nella crisi USA), oppure attaccano le popolazioni più esposte dal punto di vista finanziario (come nel caso greco), non riusciremo mai a migliorare il tenore di vita della popolazione più povera e indifesa del paese (che è la stragrande maggioranza).
Corriere della sera
BRUXELLES - Un maxi-piano fino a 750 miliardi, con la partecipazione dell'Fmi, per blindare la zona euro dagli attacchi della speculazione ed evitare il rischio defualt di altri Paesi dopo quello corso con la Grecia. A vararlo, dopo dieci ore di negoziati, sono stati i ministri finanziari della Ue riuniti a Bruxelles. Chiesti anche nuovi sacrifici a Spagna e Portogallo, i due Paesi considerati maggiormente a rischio in questa fase. E la Bce annuncia altre misure: acquisterà titoli del debito pubblico e privato nell'Eurozona sul mercato secondario. La Bce specifica che gli acquisti saranno compensati attraverso operazioni di drenaggio della liquidità allo scopo di non alterare la linea di politica monetaria. Le centinaia di miliardi di euro messi a disposizione dai Paesi dell'Unione Europea sono destinati a «rafforzare e proteggere l'euro» ha detto il cancelliere tedesco, Angela Merkel, aggiungendo che l'Ue ha dimostrato che «farà tutto quello che è necessario» e che «continuerà a difendere» la valuta europea. Per Merkel, i Paesi dell'Eurozona «devono attaccare i propri problemi alla radice».
| Il primo ministro spagnolo Jose Luiz Zapatero e il suo omologo portoghese Jose Socrates in una foto d'archivio. (Ansa) |
LE CIFRE - Nel dettaglio, si prevede che la quota dell'Fmi rappresenti oltre la metà di quella messa in campo dagli Stati membri, cioè fino a 250 miliardi. Per questo l'ammontare complessivo del fondo potrebbe arrivare fino a 750 miliardi. Resta poi in pista la possibilità che anche la Bce scenda in campo, decidendo di prestare soldi ai Paesi a rischio acquistando i loro titoli pubblici. Una decisione che spetta alla stessa Bce, i cui vertici sono rimasti riuniti a Basilea con i governatori centrali della Ue in attesa di notizie da Bruxelles. Due momenti di forte tensione hanno caratterizzato l'inizio della giornata: il malore del ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schauble (ricoverato in ospedale) e il no di Londra al piano. Il cancelliere dello Scacchiere Alistair Darling è stato infatti molto chiaro nel dire che il Regno Unito non sarebbe venuto in soccorso di Paesi dell'euro in difficoltà, respingendo la proposta messa sul tavolo dalla Commissione Ue. A sbloccare la situazione è stata poi la Germania, proponendo interventi per 500 miliardi di euro di cui 440 a carico solo degli Stati membri della zona euro. E con la partecipazione del Fondo monetario internazionale.
SPAGNA E PORTOGALLO - I ministri delle finanze hanno anche accolto l'appello alla disciplina di bilancio e di rigore monetario lanciato venerdì notte dai leader dell'Eurozona. La Germania in particolare ha chiesto che venissero dettagliate le condizioni alle quali devono sottostare i Paesi maggiormente a rischio, quelli che per primi potrebbero dover ricorrere al fondo. Di qui l'invito alla Spagna e al Portogallo ad adottare nuove misure per la correzione del deficit. In particolare, a Madrid e Lisbona è stata chiesta una manovra aggiuntiva pari all'1,5% del Pil quest'anno, e una pari al 2% del Pil l'anno prossimo. L'importo definitivo sarà deciso nei prossimi giorni. Ora la parola passa alle Borse, con Tokyo che ha subito risposto oggi positivamente. I ministri finanziari dei 27 si ritroveranno a Bruxelles mercoledì, insieme ai vertici della Bce e della Commissione Ue, per dare vita alla prima riunione della task force Ue che dovrà riformare il Patto di stabilità e di crescita, guidata dal presidente Ue Herman Van Rompuy. Nel testo dell'accordo, infine, l'Ecofin si impegna ad approfondire l'ipotesi di introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie e ad accelerare la revisione delle norme e della vigilanza sul mercato dei derivati e il ruolo delle agenzie di rating.


0 commenti:
Posta un commento