(Berlusconi il piazzista!)
Cari amici,
Condivido in pieno l' appello di Gianfranco Fini!
La politica in Italia è così piatta che qualunque dichiarazione un pochettino originale merita di essere valorizzata!
Ma c' è di più!
L' informazione deve trovare la forza di alzare la testa e ribellarsi contro un sistema che vuole un popolo tranquillo, intrattenuto, e invogliato a spendere e consumare.
La dobbiamo finire di trattare la gente come se fossero bambini!
Oggi c' è un servilismo economico che porta tutti a piegarsi verso la convenienza economica.
Questa situazione non ci conviene, perchè diffonde un qualunquismo e un edonismo che attaccano i pensieri più profondi dell' animo umano.
Siamo condannati alla mediocrità!
Sono convinto che quando impareremo a dare cose buone da pensare e da leggere, anche i sondaggi cambieranno e diventeranno più intelligenti.
E se questo vuol dire essere idealisti, ....allora vuol dire che sono idealista.
Corriere della sera
ROMA - Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, boccia la cultura politica basata soltanto sui sondaggi e sottolinea la necessità di una «cultura rinnovata e strategica capace di pensare alle conseguenze della politica sul futuro». Parlando al convegno organizzato dalle fondazioni Farefuturo e Respublica, la terza carica dello Stato ha detto: «Soffriamo di uno schiacciamento sull’immediato, la cultura del sondaggio è l’unico strumento di strategia politica: per uscirne è necessaria una cultura rinnovata e strategica capace di pensare alle ricadute della politica sul futuro, una cultura libera dall’immobilismo, dalla paura dell’altro e del nuovo».
IL «PRESENTISMO» - «Oggi viviamo un inno al presentismo - ha sottolineato Fini - e non è una questione solo italiana o europea, ma occidentale. Nel giro di quindici anni il mondo è cambiato, ci sono nuove sfide ma la politica non ha modificato il suo linguaggio. Ha preferito cavalcare la paura e il presentismo abdicando a visioni di prospettiva e cercando un consenso di breve periodo». Il presidente della Camera, infine, ha richiamato l’importanza dei partiti politici: «E’ importante il ruolo svolto dai partiti politici perché se è vero che i partiti-chiesa sono tramontati in maniera irreversibile è vero anche che oggi hanno la responsabilità importante di fornire ai cittadini gli strumenti per concretizzare il loro impegno politico attraverso la partecipazione elettorale».
PARTECIPAZIONE E DEMOCRAZIA - L'Unione europea, ha fatto poi notare Fini, vive lo strano paradosso, dopo l'approvazione del Trattato di Lisbona del «massimo dei poteri attribuiti al Parlamento e del minimo di partecipazione democratica dei cittadini alla sua elezione» con il 43,2% di afflusso alle urne pari a circa 162 mln aventi diritto. Per superare le contraddizioni insite in questo paradosso il presidente della Camera ha indicato la necessitá di un superamento, da parte delle forze politiche dei tradizionali modi di affrontare il dibattito, di 'leggerè la societá e di «appiattimento sul presente», fomentato, quest'ultimo, dalla tecnica dei sondaggi validi per il «market to market» ma che privano la politica dello sguardo di prospettiva. Per superare questo gap, Fini ha ricordato lo spirito «universalistico del Cristianesimo» che è nella matrice culturale del Partito popolare europeo.


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